Un vegetariano può essere molto soddisfatto anche senza mangiare carne e preferendo cibi derivanti da piante.
Questi includono:
Come si può vedere dunque c’è un’ampia varietà di scelta disponibile per i vegetariani. Per lo più la dieta si basa su verdura fresca ma è anche facile combinare alimenti più proteici come i fagioli con i cereali o i cereali con i prodotti caseari.
Con un po’ di creatività è facile ideare piatti che non abbiamo carne e se si fa attenzione non si dovranno nemmeno fare grossi cambiamenti allo stile di vita vista la lunga lista dei cibi che si possono mangiare: potete iniziare cucinando un bel sugo alle verdure invece del ragù!!!!!!
NOI SIAMO CIO' CHE MANGIAMO
Se l'animale vive male, la carne non fa bene;
mucche, ovini e pollame vivono tutti stressati e ammalati Le informazioni
tutt'altro che appetibili riportate di seguito, su ciò che passa per "cibo"
adatto all'alimentazione umana, secondo gli "specialisti" della nutrizione,
sono un primo contributo a un dibattito divenuto urgente.
Mucche da latte: vita media all'aria aperta,
anni 20. Vita in batteria, 5-6 anni. Lo sfruttamento intensivo per la produzione
di latte e di vitelli fa si che solo il 25% degli animali raggiunga l'età
di 7 anni, quando fisiologicamente la produzione lattiera dovrebbe essere
più ricca. Dieta naturale: erba da pascolo. Dieta industriale: erbaggi, spazzatura
e rifiuti non solidi tritati, letame, erbaggi cementati, feci animali, residui
intestinali della macellazione (sotto forma di farine animali, quelle rese
famose a causa del fenomeno definito "Mucca Pazza").
Rudolf Steiner, grande studioso delle scienze
sociali, filosofo, educatore, mistico dell'inizio del XX secolo così si espresse:
"Quando si dà alla mucca nutrimento a base di carne di altro animale
entro breve tempo la mucca mostra segni di squilibrio e poi impazzisce…" (1925!!!).
Comportamento: nervosismo dovuto a mancanza di
moto e impossibilità di ruminare, mastiti e affezioni mammellari, impossibilità
di allattamento dei vitelli a causa della produzione lattiera industriale.
Vitelli: vita all'aria aperta, anni 20.
Vita in batteria 3-16 settimane! Dieta naturale: erba da pascolo e latte.
Dieta industriale: l'alimentazione, solo a base di latte, produce carni da
macellazione più bianche e più tenere ma determina anemia, carenza di ferro
e sostanze essenziali.
Comportamento: nervosismo per mancanza di spazio;
per reazione alla dieta monotona gli animali tendono a inghiottire il pelo
e leccano in continuazione l'interno degli angusti contenitori in legno in
cui devono vivere.
Ovini: vita all'aria aperta, anni 12.
Vita industriale per la macellazione da 3 mesi in poi. Dieta naturale: erba
da pascolo. Dieta industriale: identica, ma con l'aggiunta di ormoni e altre
sostanze per migliorare il rendimento portandolo a 3 gravidanze nell'arco
di 2 anni.
Pollame: vita all'aria aperta 7 anni.
Vita industriale per pollame alimentare 6 settimane, in penombra e senza spazio.
I pulcini maschi, essendo la loro carne di qualità inadatta all'alimentazione
umana, a un giorno dalla nascita vengono distrutti mediante schiacciamento
e "riciclati"! Dieta naturale: granaglie, vermi, pietre e altre sostanze.
Dieta industriale: preparati ad alto contenuto di grassi, antibiotici e ormoni
per favorire l'aumento di peso. Comportamento: aggressività e nervosismo.
In batteria, per prevenire i casi di cannibalismo, viene praticata la limatura
del becco.
Suini: vita all'aria aperta, 5 anni. Vita
industriale, 5-6 mesi. Dieta naturale: onnivora, con abbondanza di tuberi
e radici. Dieta industriale: mediante razioni preconfezionate per incrementare
il peso. Comportamento: il suino, che in condizioni naturali circola liberamente,
è assai pulito e per l'allevamento della prole si costruisce una "casa" ben
protetta a un metro di altezza dal terreno, allevato in batteria diventa apatico
o aggressivo. La sporcizia che non gli è naturale (fango ed escrementi) e
la mancanza di moto dà luogo a depressione o a casi di cannibalismo.
SALUTE
- Aumenta la resistenza fisica grazie ad una notevole presenza di amidi, nei cereali, nei legumi secchi, nella manioca e nelle patate, che vengono depositati come riserva energetica sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli;
-
Evita la stitichezza grazie all'elevata presenza
di fibre che regolarizzano il transito intestinale;
- Riduce i rischi di malattie cardiocircolatorie e cancro
grazie ad una percentuale di lipidi meno elevata e più
equilibrata; riduce il rischio di altre malattie degenerative
fra le più comuni della nostra società, come:
artrite, artrosi, diabete, obesità, osteoporosi;
- Spostando l'equilibrio acido-base dell'organismo verso
l'alcalinità può prevenire il riacutizzarsi
delle patologie cronico-degenerative.
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